Photographer's Note

Part VII - English

Today I propose you an image of the classic Vesuvio, but shot from my balcony.
The last image of my travel, now Im ideally seated, after a lot to walk.

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Admiring the already familiar contour of the summits, like Leopardi (best italian poet), I turned the look towards South, in order to exceed the mountain ideally and to space free, without obstacles.
Thinking to the Leopardi, I was remembering about his splendid poetry, "The Broom", composed in 1836 in a small villa to the stratums of the Vesuvio. In it Leopardi, develops one materialistic and pessimistic conception of the world. And however in its radical pessimism it evocatively opens itself to elaborate a solidarystic utopy, that he would want the men allies in the fight against the common enemy, the Nature.
On the parched slopes and desolated of the Vesuvio only a plant it succeeds in living, the broom, flexible and tenacious: symbol of the man whom it knows to accept the truth on the own condition and, on this truth, can construct the own dignity.

p.s.: We are still in Vesuvio topic, Ill post you only the part that regards this theme.

Here over the stratums of the terrible and exterminator Vesuvio mount, where neither flowers neither trees survive, you, or perfumed broom, diffuse your bushes all around alive good also in deserts. Already I saw to embellish with your steles the campaigns that encircle the city of Rome, which she, once a time, was a dominator of the men and these solitary campaigns seem that they remember with their unhealthy aspect the largeness of the lost empire. Now I see again you in these sad lands, lover of and solitary places and companion of decayed largenesses. These lands, than now they are covered of burnt ashes and of it washes petrified, where the snack one hides and writhe to the sun, where the rabbit returns to its nest, once they were full of full villas and cultivated and of ears that matured and where the bellow one of herds was felt and was full of garden and palaces where the powerful ones were rested, and prospered also popolous cities that the arrogant volcano destroyed with its torrents of washes striking them and burning them with to its inhabitants. Hour a ruin reigns where you live, or kind flower, and nearly giving pain itself for these evils sends to sweetest smell sky that consoles deserts. In these lands R-he who comes has in use to exalt the human condition and sees how much little the human nature is loved from the nature. And in these lands it can judge the of the sort human power to which the light nature with an underground jolt one can destroy in part and with a movement more strongly it can destroy it totally, when less if it waits for it. It will see, then, painted in these lands the magnificent and progressive fates of human people. (excuse trasled with babel fish)
In WS side same view like Old Photo

Parte VII - Italiano

Oggi vi propongo unimmagine del Vesuvio classica,ma ripresa dal mio balcone lultima immagine del mio viaggio, ora sono idealmente seduto, dopo tanto camminare.
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Ammirando il contorno ormai familiare delle vette, come Leopardi, rivolgevo lo sguardo verso Sud, per oltrepassare idealmente la montagna e spaziare libero, senza ostacoli.
Pensando al Leopardi, mi sono ricordato di una splendida poesia, La ginestra, composta nel 1836 in una villetta alle falde del Vesuvio. In essa il Leopardi, sviluppa una concezione materialistica e pessimistica del mondo. E tuttavia nel suo radicale pessimismo egli si apre suggestivamente ad elaborare un'utopia solidaristica, che vorrebbe gli uomini alleati nella lotta contro il comune nemico, la Natura.
Sulle pendici riarse e desolate del Vesuvio solo una pianta riesce a vivere, la ginestra, flessibile e tenace: simbolo dell'uomo che sa accettare la verit sulla propria condizione e, su questa verit, pu costruire la propria dignit.
Comincia cos:

Qui su l'arida schiena
Del formidabil monte
Sterminator Vesevo,
La qual null'altro allegra arbor n fiore,
Tuoi cespi solitari intorno spargi,
Odorata ginestra,
Contenta dei deserti.


Ma pi leggibile in questo modo:
(Siamo ancora in tema Vesuvio, vi poster solamente la parte che riguarda questo tema)

Qui sopra le falde del terribile e sterminatore monte Vesuvio, dove n fiori n alberi sopravvivono, tu, o profumata ginestra, diffondi i tuoi cespugli tutt'intorno, che vivi bene anche nei deserti. Gi io ti vidi abbellire con i tuoi steli le campagne che circondano la citt di Roma, la quale fu un tempo dominatrice degli uomini e queste campagne solitarie pare che ricordino con il loro aspetto insalubre la grandezza del perduto impero. Ora ti rivedo in queste terre, amante di tristi e solitari luoghi e compagna di grandezze decadute. Queste terre, che ora sono ricoperte di ceneri bruciate e di lava pietrificata, dove la serpe si nasconde e si contorce al sole, dove il coniglio ritorna al suo nido, una volta erano piene di ville e coltivate e piene di spighe che maturavano e dove si sentiva il muggito di armenti e erano piene di giardini e di palazzi dove i potenti si riposavano, e vi fiorirono anche citt popolose che il superbo vulcano distrusse con i suoi torrenti di lava fulminandoli e bruciandoli insieme ai suoi abitanti. Ora una rovina regna dove tu vivi, o fiore gentile, e quasi addolorandosi per questi mali mandi al cielo odore dolcissimo che consola i deserti. In queste terre venga colui che ha in uso di esaltare la condizione umana e veda quanto poco la natura umana amata dalla natura. E in queste terre egli pu giudicare la potenza del genere umano al quale la natura con un lieve sussulto sotterraneo pu distruggere in parte e con un movimento pi forte lo pu distruggere totalmente, quando meno se lo aspetta. Egli vedr, allora, dipinte in queste terre le magnifiche e progressive sorti dell'umana gente.

Freddy

Nel WS stessa veduta ma trattata Old Photo

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